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Sulla via Collatina vecchia si incontra, sovrastato da piloni
dell’asse di scorrimento veloce P. Togliatti, un tratto dell’acquedotto Vergine
che attraversa in elevato la depressione di Bocca di Leone, per una larghezza di
m.448, con una struttura piena, larga m.3,50, sostenuta da contrafforti
parallelepipedi simmetricamente disposti sulle pareti a distanze disuguali. Lo
speco, alto m.3 e largo m.1,50, è interamente intonacato e coperto a botte.
L’acquedotto, così come si presenta, è il risultato di numerosi restauri
moderni effettuati sul condotto antico a partire dal ‘500. Sotto il pontificato
di PIO V, Lucas Peto effettuò restauri lungo questo tratto collocando, al
ridosso dell’acquedotto, un’antica testa di leone in marmo utilizzata come
fontana, forse al posto di una già esistente scomparsa, dal momento che il
toponimo Bocca di Leone già compare in documenti medievali e nella mappa del
1547 di Eufrosino della Volpaia e Pirro Ligorio ricorda sostruzioni antiche a
Bocca di Leone di m.2,23 di altezza. Nelle lacune dell’intonaco che riveste il
manufatto, si vede una cortina scadente con laterizi gialli e rossi di recupero.
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